Mancarsi, ma non cercarsi.
Per orgoglio o altro?
Parlami di quando mi hai visto per la prima volta, ti ricordi a stento o rivivi tutto come fosse allora?
Negramaro
Era una di quelle situazioni che già conosci, che già sai come iniziano e come finiscono, ma ci provi comunque.
Era una di quelle sensazioni che ancora non capisci bene, allora ti ci infili, ti fai prendere, ma sai già come finiscono.
Lui era una di quelle persone che si fa voler bene dopo una settimana, una di quelle subito speciali, in grado di cambiarti la giornata.
Ma sai già tutto.
Finisci che ti fidi, anche se sai che sbagli, e va a finire che ci caschi, anche se sai che ti farai male.
Una di quelle cose che comporta inevitabilmente la sofferenza, ma le fai comunque.
Una di quelle cose per le quali vuoi rischiare.
Una di quelle cose che, tra le tante, sceglierai un milione di volte, anche se faranno male, anche se ci perdi, anche se sbagli.
Lui era una di quelle persone che si faceva scegliere, che ti uccideva mentre ti amava.
Era uno un po’ strano, non riuscivi mai completamente a capirlo, non sapevi cosa gli passava per il cervello, si sfogava solo con te.
Ma a modo suo, si faceva amare; attirava, attraeva.
Era una di quelle persone che ti dice “sei la migliore” e lo pensa davvero, finché non arriva qualcuna migliore di te.
G. - (via @queitaglisuipolsisporchi )
“Non mi cercare se poi non hai tempo per me Non mi illudere se poi non ci sei quasi mai Non farmi dipendere da te se poi te ne vai Non darmi attenzioni se poi smetti di farlo Non darmi affetto se poi mi fai morire per averlo Non riempirmi di emozioni se poi mi lasci un vuoto Non farmi affezionare se poi sparisci Non dirmi bugie se sai che poi mi fai male Non darmi il tuo tempo se poi non ne hai più da condividere Non farmi stare bene se poi devi farmi continuamente soffrire Non farmi piangere di felicità se poi mi fai piangere di tristezza Non aggiustarmi il cuore se poi me lo devi distruggere Non lo fare ti prego, non lo fare. Piuttosto lasciami stare, sono stanca di soffrire.”— moriresilenziosamente
“Ci vuole coraggio ad allontanarsi dall'unica cosa in grado di farti sorridere il cuore.”—
Ma come ci riesci?
Come riesci a non sentire la mia mancanza?
Come riesci a non chiederti
se io stia bene o,
se per qualche assurdo motivo,
mi sia capitato qualcosa?
Come riesci a parlare con gli altri
senza farti assalire dai ricordi
e pensare “Lei diceva così”.
Come ci riesci?
Spiegarmelo,
insegnami,
fammi sentire meno stupida.
Fammi smettere di provare
questi sentimenti per te.
Sparisci dalla mia mente,
fammi dormire.
Sai, non riesco più a chiudere occhio la notte.
Resto sveglia,
chiudendomi ancora di più in me.
Ho gli occhi chiusi,
le coperte fin sopra la testa
e sono rannicchiata su me stessa,
come se volessi proteggermi,
come se volessi allontanarmi
da tutto,
da ogni dolore
e da te.
Ho così voglia di parlarti,
ma più passano i giorni
più non so più che dirti.
Mi stai deludendo sempre di più,
immensamente,
ma mi sto abituando.
É come se il mio cuore,
ogni giorno che passa,
si aspettasse la
tua continua assenza.
Mi sto adeguando a questa situazione,
a sapere che non tornerai mai
e che io non tornerò più la stessa.
Mi manchi così tanto,
ma non fa nulla.
Ti lascio vivere la tua vita,
ti lascio andare davvero
e provo,
o almeno cerco,
ad allontanare il tuo ricordo dalla mia mente.
Ci riuscirò,
dammi tempo,
forse una vita ma accadrà.
Perché ci sarà sempre il cuore,
a spalpitare
e volerti
più della mia stessa vita.
“E so che, nonostante tutto, una parte di me è ormai diventata tua, e tua rimarrà per sempre.”—
Un giorno, magari
ci spiegheranno il significato di certi incontri,
il motivo che fa scontrare la vita di due persone,
lasciandone intatta una
e segnandone per sempre un'altra.
Giulia Ghironi. - (via @queitaglisuipolsisporchi )